mercoledì, maggio 10, 2006

Peppino Impastato:una vita contro la mafia

Il 9 maggio 1978 moriva a Cinisi, Peppino Impastato, assassinato da quella “montagna di merda” che lui aveva avuto il coraggio di denunciare.
Peppino crebbe in una famiglia mafiosa, era il nipote di un boss morto assassinato, ma a lui quella mafia non la sopportava, aveva letto, si era informato, e aveva scoperto che i siciliani neanche la sopportavano ma l’accettavano perché non avevano il coraggio di ribellarsi, di dire no ai soprusi.
Lui ebbe la forza di denunciare lo “schifo” che c’era dietro a quei tanto rispettati uomini d’onore, e pagò con la vita, la sua voglia di giustizia.
La storia di Peppino, illustrata in quel bellissimo film che è “I cento passi”, deve essere di esempio per noi giovani, perché quella “montagna di merda” ancora presente, anche nella nostra amata terra, non passi mai in silenzio, che sia sempre denunciata e mai accettata da nessuno.
Voglio ricordare Peppino a 28 anni dalla sua morte con una sua poesia:

E venne da noi un adolescente
dagli occhi trasparentie
dalle labra carnose,
alla nostra giovinezza
consunta nel paese e nei bordelli.
Non disse una sola parola
nè fece gesto alcuno:
e questa sua immobilità
hanno aperto una ferita mortale
nella nostra consunta giovinezza.
Nessuno ci vendicherà:
la nostra pena non ha testimoni.

VINCENZO MERLINO




Per saperne di più:
www.peppinoimpastato.com

1 commento:

Anonimo ha detto...

complimenti la poesia è bellissima